Webinar: “Mobility Manager e Piani di Spostamento Casa Lavoro”

Mobility Manager e Piani di Spostamento Casa Lavoro

Rolando Cervi: consulente, formatore e Mobility Manager, collabora con l’ente di formazione LEN (Learning Education Network) nel settore della sostenibilità, principalmente in ambito organizzativo e in tema di Mobility Management.

Andrea Merusi: consulente ambiente, sicurezza sul lavoro e sostenibilità Osservatorio HSE (Health, Safety, Environment).

23 settembre: webinar dell’Osservatorio HSE: “Mobility Manager e Piani di Spostamento Casa Lavoro”

Lo studio di analisi e consulenza Osservatorio HSE, in collaborazione con l’associazione culturale “il Taccuino di Darwin”, sono lieti di invitarvi al ciclo di webinars “Ambiente, Sicurezza e Sostenibilità…in 10 minuti”.

L’iniziativa ha lo scopo di affrontare, con esperti del settore, aggiornamenti normativi, notizie di attualità e aspetti rilevanti sulle tematiche legate allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza sul lavoro. Si tratta di brevi interviste utili agli addetti ai lavori ma non solo.

Il primo appuntamento si terrà venerdì 23 settembre, alle ore 14, e tratterà il tema: “Mobility Manager e Piani di Spostamento Casa Lavoro”. Ospite dell’incontro sarà Rolando Cervi, formatore, consulente e Mobility Manager. Modera l’incontro Andrea Merusi dell’Osservatorio HSE.

Tutti gli appuntamenti saranno trasmessi sul sito dell’Osservatorio HSE (www.osservatoriohse.com) e dell’associazione “il Taccuino di Darwin” (www.iltaccuinodidarwin.com).

Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità. Convegno a Milano il 28 settembre

Mercoledì 28 settembre, presso l’Aula Magna del Politecnico di Milano (Piazza Leonardo da Vinci, 32), si terrà il convegno scientifico dal titolo: Cambiamenti climatici, Infrastrutture e Mobilità.

Il convegno è dedicato alla presentazione e discussione del Rapporto “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità” che illustra come la crisi climatica impatta e impatterà sulle infrastrutture e i sistemi di trasporto nazionali e locali, e propone un insieme di iniziative per anticipare e mitigare i rischi climatici, per aumentare la resilienza e la capacità di adattamento del nostro Paese a tali fenomeni.

Il Rapporto è stato realizzato dalla Commissione di studio, coordinata dal Prof. Carlo Carraro, Ordinario di Economia Ambientale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, istituita ad aprile 2021 dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, per individuare soluzioni concrete volte a dotare l’Italia di infrastrutture moderne e sostenibili.

Per informazioni e programma sono scaricabili a questo link.

Per confermare l’eventuale presenza è necessario scrivere all’indirizzo cerimoniale@polimi.it.

Fonte: Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici

“Environmental health”, al via le iscrizioni per la summer school dell’Università di Bologna

È in programma, dal 14 al 18 novembre 2022, la summer school online organizzata dall’Università degli studi di Bologna “Environmental health“.

Argomento del corso
L’esposizione ambientale a potenziali sostanze tossiche si verifica ogni giorno attraverso la contaminazione dell’aria, del suolo o dell’acqua. La ricerca attuale si concentra sui rischi correlati agli agenti chimici, biologici e fisici nell’ambiente, nei luoghi di lavoro e nella catena alimentare. I metodi di indagine e valutazione dei rischi per la salute umana hanno avuto un enorme sviluppo negli ultimi anni. Durante questa Summer School gli studenti apprenderanno i vari metodi utilizzati nella valutazione del rischio: valutazione dell’esposizione, tossicologia (la scienza dei veleni) ed epidemiologia (la scienza della salute pubblica). Gli studenti seguiranno una serie di lezioni di livello intermedio/avanzato e parteciperanno a sessioni pratiche. Il corso sarà un’introduzione alle tematiche della valutazione dell’esposizione, dei metodi epidemiologici, della valutazione del rischio in tossicologia ed epidemiologia. Al termine del corso, gli studenti acquisiranno conoscenze e abilità di base nella valutazione del rischio per la salute ambientale.

A chi è rivolto
Laureati triennali e magistrali con una valida formazione in biologia, scienze biomediche, scienze ambientali, statistica e interesse in tossicologia, epidemiologia, salute ambientale.

Scadenza iscrizioni
6 ottobre 2022

Tra i relatori personale di Ispra e Arpae Emilia-Romagna.

Approfondimenti
Vai al sito della summer school Environmental health
Vai al bando

Fonte: Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale

Obiettivo Carbon Neutrality – Call for abstract per la conferenza nazionale organizzata da ICOS Italy

Obiettivo Carbon Neutrality: aperta la Call for abstract per la conferenza nazionale organizzata da ICOS Italy: a Roma, il 27 e 28 settembre.

Il 27 e 28 settembre, a Roma, presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche, in Piazzale Aldo Moro 7, si terrà la conferenza nazionale “Obiettivo Carbon Neutrality: ruolo, stato e prospettive delle osservazioni ambientali” organizzata da ICOS Italy.

La conferenza costituirà un momento di discussione e confronto su uso, sfide, opportunità e ruolo delle misure di alta qualità raccolte dalle diverse Infrastrutture di Ricerca per raggiungere gli obiettivi di carbon neutrality, necessari a contrastare l’emergenza climatica.

Si apre la Call for abstract per i contributi orali e poster per la seconda giornata della conferenza.

Per sottomettere il tuo Abstract clicca qui.

Non è prevista alcuna quota di iscrizione o partecipazione.

Le quattro aree tematiche di riferimento sono:

  1. Sfide e opportunità per il monitoraggio a lungo termine dei gas serra
  2. Integrazione tra osservazioni in-situ, remote sensing e modelli
  3. Accounting, inventari e bilanci di gas serra
  4. ICOS e le altre infrastrutture di ricerca.

È possibile sottomettere abstract fino al 5 agosto 2022.

Tutti gli aggiornamenti ed il programma definitivo verranno pubblicati sul sito di ICOS Italy e sui social network dell’infrastruttura.

Comitato scientifico della conferenza:

Carlo Calfapietra, Focal point di ICOS Italy, CNR-IRET
Edoardo Cremonese, ARPA Valle d’Aosta
Paolo Cristofanelli,CNR-ISAC
Silvano Fares, CNR-IBE
Anna Luchetta, CNR-ISMAR
Mirco Migliavacca, JRC
Lucia Perugini, CMCC
Andrea Pitacco, Università di Padova
Andrea Scartazza, CNR-IRET

Per informazioni: Edoardo Cremonese: e.cremonese@arpa.vda.it

Fonte:

ICOS Italia: https://www.icos-italy.it/

ICOS – Integrated Carbon Observation System: https://www.icos-cp.eu/

Responsabilità Sociale d’Impresa: una strada per fronteggiare le crisi del nostro tempo

Sempre più aziende in Italia puntano sulla sostenibilità e investono nel risparmio energetico, nella raccolta differenziata dei rifiuti e in tecnologie per prevenire l’inquinamento ambientale. I risultati ottenuti sono fondamentali nella lotta al cambiamento climatico e migliorano anche il clima aziendale.

Con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, le imprese di tutto il mondo, di qualsiasi dimensione e settore, sono state formalmente chiamate a svolgere un ruolo importante ai fini dell’effettivo raggiungimento dei 17 obiettivi di sostenibilità, contribuendo alla creazione di nuovi modelli di business responsabile[1].

Le definizioni di business responsabile sono molteplici ma quasi tutte fanno riferimento alla responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società[2]. Si tratta quindi di una imprenditoria socialmente responsabile, che basa la propria azione su diversi princìpi: sostenibilità, volontarietà, trasparenza, integrazione e qualità.

In Italia la Responsabilità Sociale d’Impresa, o Corporate Social Responsibility (CSR), non è una novità: il primo rapporto sull’impegno sociale e ambientale delle aziende del nostro Paese – realizzato dall’Osservatorio Socialis – è stato pubblicato nel 2001, ben prima della nascita dell’Agenda 2030 che risale al 2015. Poche settimane fa lo stesso Osservatorio ha pubblicato la decima edizione del report e questo ha permesso di analizzare l’andamento ventennale in tema di sostenibilità del mondo produttivo italiano.

Tra i risultati più interessanti c’è il fatto che il 96% delle aziende italiane intervistate[3], aziende con almeno 80 dipendenti, dichiara di credere fermamente nella CSR. Queste erano il 92% nel 2019 e solo il 44% nel 2001. Il dato conferma la sempre maggiore attenzione delle industrie alle tematiche di sostenibilità, di fatto gli obbiettivi dell’Agenda 2030 e i principi legati dello sviluppo sostenibile sono diventati sempre più presenti nei piani industriali delle medie e grandi imprese italiane.

Credere nella Responsabilità Sociale d’Impresa vuole dire fare investimenti e destinare risorse economiche per l’avvio di azioni e progetti. Così, leggendo l’ultimo report Socialis si scopre che la media di spesa per le imprese italiane impegnate nel campo della sostenibilità è di 282 mila euro. Un aumento del 17% rispetto alla rilevazione del 2019 quando la cifra media per azienda era di 241 mila euro. Sembrerebbe quindi che la pandemia da Covid-19 che ha colpito l’Italia dal febbraio 2020 non abbia arrestato gli investimenti nel settore, nonostante la crisi economica generata.

Più interessante della cifra è scoprire le aree in cui le aziende investono di più. La prima voce è quella relativa al risparmio energetico, seguita dagli investimenti in nuove tecnologie per limitare l’inquinamento ambientale e migliorare lo smaltimento dei rifiuti. Al terzo posto si posizionano gli investimenti per avviare o potenziale la raccolta differenziata dei rifiuti. Tutte le suddette aree rappresentano settori determinanti per il nostro Paese per far fronte alle tante, troppe, emergenze che ci troviamo ad affrontare: climatica, energetica e d’inquinamento dell’aria.

La strada della sostenibilità è una strada che una volta imboccata non viene più abbandonata perché i risultati che si ottengono sono molto maggiori degli ostacoli iniziali. Il 44% delle aziende intervistate nell’ultimo rapporto Socialis dichiara di aver migliorato la propria reputazione e la propria notorietà. Risultato prevedibile e giusto, se i risultati sociali e ambientali ottenuti sono reali e significativi. Di fatto è un bene che ci siano aziende conosciute anche per il loro impegno in ambito CSR, perché possono essere prese come modello. Ma più sorprendente è il fatto che il 41% delle aziende intervistate dichiara un miglioramento della motivazione del personale e un miglioramento del clima aziendale. A dimostrazione del fatto che si lavora meglio e in maniera più efficiente in un’azienda attenta alla sostenibilità. Se poi a questo 41% si aggiunge un 20% di aziende che dichiarano che avviare azioni in ambito CSR attrae talenti e professionisti, ecco che i risultati più rilevanti si ottengono nelle aree riguardanti l’organizzazione aziendale e la gestione del personale. Risultato per nulla scontato e che può tornare utile anche ai giovani aspiranti lavoratori che faticano ad entrare stabilmente nel mondo del lavoro; altra grande crisi che attanaglia il nostro Paese da tanti anni.

 

Andrea Merusi

Responsabile Ambiente e Sostenibilità Osservatorio HSE

 

Articolo pubblicato su “BioEcoGeo Ambiente e sostenibilità delle imprese” – 18/07/2022

[1] Business & SDGs Global Compact Network Italia: https://www.globalcompactnetwork.org/it/il-global-compact-ita/sdgs/business-sdgs.html

[2] Definizione di Responsabilità Sociale d’Impresa presente nella Comunicazione UE n.681 del 2011

[3] L’indagine del XX Rapporto Socialis è stata condotta su 405 aziende italiane aventi almeno 80 dipendenti. Il Rapporto è consultabile all’indirizzo web: www.osservatoriosocialis.it

26 luglio: webinar di presentazione del rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”

Il 26 luglio alle ore 10, sarà presentata l’edizione 2022 del Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che assicura le attività di monitoraggio del territorio e del consumo di suolo. Il Rapporto, insieme alla cartografia e alle banche dati di indicatori disponibili per ogni comune italiano, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo e permette di valutare il degrado del territorio e l’impatto del consumo di suolo, dell’urbanizzazione e delle infrastrutture sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

Sarà possibile seguire la diretta streaming a questo link.

Fonte: Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente

14 luglio Conferenza nazionale sul clima: Crisi energetica e climatica, la nuova roadmap per l’Italia

La terza edizione della Conferenza nazionale sul clima, organizzata da Italy for Climate, si terrà a Roma il prossimo 14 luglio presso l’Auditorium del Museo Ara Pacis, dalle 9.30 alle 13, con il patrocinio del Ministero per la Transizione Ecologica, della Commissione Europea e di Rai per la Sostenibilità, e la media partership di Rai Radio 1 e Rai Pubblica Utilità.

Alla conferenza, dal titolo “Crisi energetica e climatica: la nuova roadmap per l’Italia”, presenteremo una serie di proposte per passare dalle parole ai fatti e realizzare anche in Italia una vera accelerazione della transizione energetica, in risposta alla attuale crisi climatica ed energetica, su cui ci confronteremo con i rappresentanti delle istituzioni e dei principali partiti politici nazionali. Ma sarà anche l’occasione per ragionare insieme agli stakeholder sugli strumenti per costruire una economia meno dipendente dai combustibili fossili e al contempo più resiliente, più inclusiva e in grado di sostenere famiglie e imprese nel delicato passaggio che stiamo vivendo.

La partecipazione alla Conferenza in presenza è su invito e sarà possibile seguire i lavori della Conferenza in diretta streaming. Per info sulla partecipazione in sala scrivere a info@italyforclimate.org. Per la diretta streaming iscriversi attraverso questo form.

Per vedere il programma nel dettaglio clicca qui.

Dopo gli interventi istituzionali di apertura, la prima sessione della Conferenza si concentrerà sulle proposte della roadmap per tradurre REPowerEU per l’Italia, per affrontare il caro bollette, rilanciare l’economia, aumentare la sicurezza nazionale centrando al tempo stesso obiettivi climatici ambiziosi. Ne discuteremo con i parlamentari dei principali partiti nazionali.

Nella seconda sessione discuteremo con alcuni giornalisti delle sfide che il mondo dell’informazione deve affrontare per alimentare il dibattito pubblico sulla transizione energetica con informazioni che siano sempre aggiornate, libere dai “falsi miti” che ancora caratterizzano il dibattito su questi temi, fruibili anche al largo pubblico ed efficaci nei diversi mezzi di comunicazione.

Se sapremo guidare la roadmap e gli interventi in un’ottica di giusta transizione, efficienza energetica e fonti rinnovabili ci permettono anche di raggiungere importanti benefici per le filiere economiche, occupazionali e per la crescita sostenibile dei territori e delle comunità. Nel terzo panel della Conferenza discuteremo dunque con esperti e rappresentanti della società civile dell’urgenza di assicurare una giusta transizione energetica a misura d’uomo.

La crisi attuale viene da lontano ed è figlia di un modello – energetico e non solo – insostenibile. Per affrontarne le cause in modo definitivo e strutturale bisogna uscire quanto prima da una economia fossile e accelerare sulla via della transizione energetica.

Fonte: Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

Aspetti principali dell’aggiornamento del protocollo anticovid nei luoghi di lavoro privati

Nella giornata del 30 giugno 2022 è stato siglato l’aggiornamento del protocollo d’intesa tra le parti sociali per il contrasto del Coronavirus SARS-CoV2 nei luoghi di lavoro privati.

In merito alla questione “uso delle mascherine”, dal documento si evince che é stata ribadita e rafforzata la responsabilità in capo al datore di lavoro che, con la collaborazione del medico competente e del Responsabile del servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), dovrà decidere quando sarà necessario indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie, che ricordiamo essere ad oggi solo facciali filtranti FFP2.

Quindi l’obbligatorietà dell’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo facciali filtranti FFP2, da prevedere soprattutto nei contesti di lavoro in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative, viene rinviato alla valutazione del datore di lavoro, che ne deve assicurare la disponibilità, al fine di consentirne ai lavoratori l’utilizzo nei contesti a maggior rischio. Il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente e del RSPP, anche sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi, individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (FFP2), avendo particolare riguardo ai soggetti fragili sulla base di valutazioni del medico competente.

Chiarito il suddetto punto, si riportano di seguito le novità rispetto all’edizione del 6 aprile 2021:

  1. In premessa viene richiamata la Circolare 1/2022 del Ministero della Pubblica Amministrazione che recepisce la cessazione dell’obbligo di mascherine nei locali chiusi e rimanda ai datori di lavoro la decisione se mantenerne o meno l’obbligo in considerazione dei rischi specifici. Questo richiamo, insieme al punto specifico sulle mascherine, sembra richiamare un obbligo variabile a seconda delle condizioni di lavoro; assume quindi sempre più importanza una puntuale e contestualizzata Valutazione del Rischio.
  2. Il singolo datore di lavoro aggiorna il protocollo definendo eventuali misure più restrittive, rispetto al minimo indicato nel documento, previa consultazione delle rappresentanze sindacali.
  3. Spariscono i divieti connessi ai contatti stretti con soggetti positivi.
  4. La misura della temperatura all’ingresso rimane una possibilità a scelta del datore di lavoro. In caso di temperatura superiore a 37.5 °C, il lavoratore non potrà accedere ma dovranno immediatamente indossare le maschere FFP2 e chiamare il proprio medico.
  5. Vengono recepite le indicazioni di gestione dei casi di positività ovvero 10 giorni di isolamento o 7 giorni in caso di dose booster e tampone negativo alla fine.
  6. Spariscono le procedure per gli esterni quali i servizi igienici dedicati, l’obbligo di rimanere sui mezzi per i corrieri, orari e percorsi specifici ecc. Rimane solo un generale obbligo di informazione agli appaltatori e verifica del rispetto delle disposizioni.
  7. Permane l’obbligo di pulizia giornaliera e sanificazione periodica e, in caso di positività, straordinaria e soprattutto il garantire il costante ricambio d’aria negli ambienti di lavoro.
  8. Mascherine: sparisce l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi ma diventa obbligatorio, per il datore di lavoro, assicurare la disponibilità di mascherine FFP2 per permetterne a tutti i lavoratori l’utilizzo. L’obbligo di indossarle può essere determinato dal datore di lavoro su specifica indicazione del medico competente o dell’RSPP per specifiche mansioni e contesti lavorativi (lavori in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove no n sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro).
  9. L’accesso a spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande e/o snack) rimane contingentato e deve prevedere una ventilazione continua e un tempo di permanenza ridotto.
  10. Continua a essere favorito l’ingresso a orari e accessi separati;
  11. Lavoro agile/Smart Working: rimane uno strumento utile per contrastare la diffusione del virus.
  12. Lavoratori fragili: il datore di lavoro, sentito il medico competente, definisce specifiche misure per i lavoratori fragili.
  13. Permane l’obbligo di attivare e mantenere il comitato per l’applicazione e la verifica del protocollo.

Prossimo aggiornamento entro il 31.10.2022.

Paolo Amandi

Consulente salute e sicurezza sul lavoro

Osservatorio HSE al Festival della Sostenibilità di Roma “Fai la differenza c’è”

Da “Venti a Trenta” è il talk dedicato all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che si terrà all’interno del Festival della Sostenibilità “Fai la differenza c’è”.
Dal 2 al 10 luglio, presso il Centro Commerciale Euroma 2, verranno intervistati esperti di settore, imprenditori, manager; personaggi del mondo della scienza, della cultura e della società civile – per illustrare attraverso le loro esperienze e i loro racconti, gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Ogni giorno – in presenza e a distanza in streaming sui canali social dell’evento – verranno affrontati i 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

Anche l’Osservatorio HSE parteciperà all’evento: mercoledì 6 luglio, dalle ore 16.30, Andrea Merusi affronterà l’obbiettivo 9 dell’Agenda 2030, quello dedicato a Imprese, Innovazione e Infrastrutture.

In particolare parlerà del fondamentale ruolo delle imprese nella sfida per lo sviluppo sostenibile.

Durante l’incontro interverranno:

  • Mariaelena Alessandrini, responsabile Edilcanapa;
  • Andrea Merusi, consulente ambiente e sostenibilità per l’Osservatorio HSE;
  • Paolo Barberi e Maria Letizia Nepi, Presidente Unicircular sezione di Assoambiente e Vice Direttore Assoambiente;
  • Maria Beatrice Pavanello, ecologista e food blogger.

A questo link il programma completo.