Consultazione pubblica europea sulla qualità dell’aria

La Commissione europea ha avviato la revisione delle direttive sulla qualità dell’ambiente, che comprenderà anche una revisione degli standard della qualità dell’aria per allinearsi maggiormente alle nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, pubblicate a settembre 2021.

Cittadini e portatori di interesse possono esprimere il proprio punto di vista in materia attraverso una consultazione pubblica che resterà aperta fino al 16 dicembre 2021.

Nel frattempo, l’Agenzia europea per l’ambiente ha pubblicato il rapporto “Air quality in Europe 2021“, che aggiorna e approfondisce le precedenti valutazioni confrontando le concentrazioni di inquinanti nell’aria ambiente in Europa con le linee guida Oms.

Le conclusioni sono che la grande maggioranza dei cittadini è esposta a livelli di inquinanti che possono causare danni alla salute: nei 27 Stati membri dell’Unione europea, il 97% della popolazione urbana è esposta a livelli di particolato fine superiori a quelli indicati nelle linee guida Oms, il 94% per il biossido di azoto e il 99% per l’ozono.

Il rapporto evidenzia la diminuzione nel 2019 delle emissioni complessive di tutti i principali inquinanti, confermando il trend in corso dal 2005. Tuttavia, servono ulteriori e più consistenti riduzioni per garantire un ambiente sano e sicuro.

Fonte: Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente

14 dicembre: presentazione del rapporto annuale sul riciclo ed il recupero dei rifiuti “L’Italia del riciclo 2021”

L’appuntamento con L’Italia del Riciclo 2021il rapporto annuale sul riciclo e il recupero dei rifiuti, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unicircular, con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e di Ispra, è il 14 dicembre 2021, dalle ore 10.00 alle ore 12.30, in live streaming.

La nuova Strategia nazionale per l’economia circolare – che sarà adottata entro giugno 2022 – intende definire i nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, la responsabilità estesa del produttore e del consumatore, una roadmap di azioni e di target misurabili da qui al 2040 e supportare il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.

Nello specifico la nuova strategia interesserà anche le seguenti aree di intervento: eco progettazione e innovazione di prodotto, bioeconomia, blue economy, materie prime critiche.
In questo quadro si inserisce la XII edizione dell’Italia del Riciclo che presenta, come ogni anno (vedi edizione 2020), l’aggiornamento relativo all’andamento di tutte le filiere del riciclo, che vengono attivamente coinvolte nella redazione del Rapporto e dedica un approfondimento, a cura di Ecocerved, al settore del tessile, tra i più importanti della manifattura italiana, insieme alla meccanica e all’alimentare.

Questo comparto si caratterizza, però, anche per una serie di aspetti critici in tema di sostenibilità. Il Piano d’azione europeo 2020 sull’economia circolare ha individuato, non a caso, il tessile tra i settori prioritari annunciando, tra le altre cose, la pubblicazione di una Strategia sui tessili entro il 2021; nell’ambito del Piano italiano di ripresa e resilienza, una specifica linea di investimento si propone inoltre di potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di gestione contribuendo al raggiungimento del 100% di recupero nel settore tessile.

Programma Italia del Riciclo 2021 | Link

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Comunicato stampa Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

2 dicembre: Conferenza nazionale sul clima per parlare di neutralità climatica in Italia

Il 2 dicembre, a pochi giorni dalla chiusura della COP26 a Glasgow, torna la Conferenza nazionale sul clima, il principale appuntamento di Italy for Climate per fare ogni anno il punto sui progressi realizzati dal Paese nel percorso verso la neutralità climatica e per discutere le strategie da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi climatici.

L’Italia non è ancora sulla strada giusta per rispettare gli impegni dell’Accordo di Parigi e rispondere alla chiamata della recente COP26: per rimettersi in carreggiata, contribuendo a contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C, è necessario un salto di qualità.

L’edizione 2021 della Conferenza si svolgerà in modalità virtuale e coinvolgerà anche quest’anno i rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e tutti i principali stakeholder nazionali. I lavori della Conferenza si svolgeranno il 2 dicembre articolandosi in due sessioni distinte, una istituzionale la mattina dalle 10 alle 12, e una di approfondimento tecnico, nel pomeriggio dello stesso giorno dalle 15 alle 18.

  • La sessione istituzionale della mattina affronterà il tema “una Legge per la protezione del clima in Italia”, per discutere con i rappresentanti delle istituzioni (Commissione europea, Governo, Parlamento, Regioni ed Enti locali) e della società civile (imprese, sindacati, associazioni) la proposta di introdurre anche in Italia – come già successo in Germania, Francia Spagna e Regno Unito – una Legge per la protezione del clima che affronti e risolva alcuni nodi cruciali: dalla necessità di aggiornare e rendere legalmente vincolanti nuovi target nazionali in linea con i nuovi impegni europei e con il percorso verso la neutralità carbonica, alla loro declinazione a livello settoriale attraverso la definizione di obiettivi e misure specifiche, dal coinvolgimento attivo di Regioni ed Enti locali nel processo di decarbonizzazione all’avvio di un processo di revisione della fiscalità in chiave ecologica e ad elevata inclusione sociale.
  • Il Workshop tecnico del pomeriggio approfondirà invece il tema de “Le roadmap settoriali di Italy for Climate per la neutralità climatica”. Per raggiungere un traguardo sfidante come quello della neutralità carbonica entro la metà del secolo in corso, è necessario identificare con chiarezza un percorso efficace e condiviso. Ma non esistono percorsi e soluzioni uniche adatti per tutti i settori: la neutralità climatica è un obiettivo comune, ma diversi sono i contributi che ciascun settore dell’economia può e deve mettere in campo. Per questo la Roadmap I4C è stata declinata definendo percorsi settoriali – per industria, trasporti, edifici, agricoltura, generazione elettrica – che identificano per ognuno specifici target climatici ed energetici e proposte di intervento mirate. In questa seconda sessione di approfondimento tecnico si aprirà un confronto sulle singole Roadmap settoriali e le proposte elaborate per ciascun settore coinvolgendo esperti, rappresentanti del mondo delle imprese e di associazioni di categoria.

Di seguito il programma di dettaglio della Conferenza

Programma | Link

È possibile registrarsi al seguente form online per ricevere tutti gli aggiornamenti e le modalità di collegamento per seguire le dirette streaming della Conferenza:
Link | Conferenza nazionale sul clima 2021

La Conferenza nazionale sul clima 2021 è organizzata con il patrocinio del Ministero della transizione ecologica, della Commissione europea e di Rai per il sociale e con la Media partnership di Rainews 24 e di Rai Radio 1.

Comunicato stampa Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

Ambiente Lavoro 2021. Tre giorni dedicati ai temi del lavoro e della sicurezza alla luce delle nuove urgenze che la pandemia ha reso impellenti

Torna finalmente in presenza Ambiente Lavoro, la manifestazione impegnata da sempre nella diffusione di una nuova cultura della sicurezza. L’appuntamento è alla Fiera di Bologna dall’1 al 3 dicembre 2021, nei padiglioni 25 – 26 e Centro Servizi. Dopo l’edizione on line del 2020, con oltre 15.000 utenti collegati ai convegni e ai corsi di formazione, Ambiente Lavoro riapre le porte al pubblico. L’edizione 2021 consentirà a tutti gli stakeholder del settore di incontrarsi e di confrontarsi sui temi del lavoro e della sicurezza, sollecitati dalle nuove urgenze che la pandemia ha reso ancor più impellenti. E Ambiente Lavoro costituisce la prima vera occasione per affrontare, insieme, le scelte necessarie e le prospettive del futuro, anche alla luce degli investimenti del PNRR.

Sono 772 le vittime del lavoro nei primi otto mesi dell’anno. L’obiettivo “zero morti e zero incidenti” è ancora molto lontano. Il via libera del Consiglio dei Ministri alle modifiche del Decreto legislativo n. 81/2008, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, è una buona notizia. Ancora molti però sono i nodi da sciogliere, a partire dall’adeguamento dell’impianto normativo, a tredici anni dalla stesura del Testo Unico.

I temi strategici in ambito di sicurezza, salute, prevenzione, adeguamento della normativa, saranno al centro della sezione convegnistica e formativa di Ambiente Lavoro 2021.

Si comincia l’1 dicembre con “La previdenza come strumento di prevenzione”. Il convegno, organizzato da Ambiente Lavoro in collaborazione con l’associazione Lavoro&Welfare, affronterà il tema dell’invecchiamento della forza lavoro, dei lavori usuranti e degli effetti positivi che le politiche pensionistiche possono esercitare sulla prevenzione di incidenti e malattie professionali e si configura in continuità con l’iniziativa svoltasi lo scorso anno nell’edizione a distanza della rassegna. La relazione introduttiva sarà di Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare e vedrà coinvolti il Ministero del Lavoro, Inail, INPS e le tre sigle sindacali CGIL, CISL e UIL.

Una delle riflessioni più attese è sicuramente quella dedicata alla revisione del Testo Unico che sarà affrontata il 3 dicembre nel convegno “A tredici anni dal testo unico sicurezza: norme inattuate e prospettive evolutive”, organizzato da D.E.A.L. in collaborazione con Associazione Lavoro&Welfare e con la partecipazione di Cesare Damiano.

A cura invece dell’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro si svolgeranno diversi convegni dedicati ai temi più significativi rispetto alla sicurezza e alla prevenzione dei rischi e degli infortuni sui luoghi di lavoro. Tra questi si segnalano “L’impatto del COVID-19 sugli eventi infortunistici degli anni 2020 e 2021” in programma l’1 dicembre, mentre il 2 dicembre si svolgeranno due seminari dedicati alla conversione digitale del nostro comparto produttivo e alla diffusione del lavoro agile: “Trasformazione digitale: impatti sulla salute e sicurezza dei lavoratori” e “Smart-working e nuova organizzazione degli spazi di lavoro – implicazioni sugli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro”.

E a proposito di Covid, Ambiente Lavoro non poteva certo ignorare le ripercussioni della pandemia sul sistema sanitario: e infatti nella giornata inaugurale dell’1 dicembre ospiterà il convegno nazionale di AIRESPSA (Associazione Italiana Responsabili Servizi Prevenzione e Protezione in Ambiente Sanitario) su “La salute e la sicurezza in ambito sanitario dopo il Covid-19”. Insieme al presidente di AIRESPSA, Matteo Tripodina, i partecipanti esporranno analisi e proposte per comprendere se davvero c’è stato un cambiamento nella percezione della salute e della sicurezza sul lavoro dopo quasi due anni di diffusione del virus.

Il 2 dicembre, invece, la Fondazione LHS rilancia, proprio dai padiglioni di Ambiente Lavoro“Obiettivo 18”: legato all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione che i Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto nel 2015 “per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti”. Nel piano sono citati 17 Obiettivi, da raggiungere entro il 2030, tutti essenziali come la lotta alla fame e alla povertà, il contrasto al cambiamento climatico, l’uguaglianza sociale e di genere. In tutto ciò la sicurezza sul lavoro trova uno spazio limitato ed è per questo che la Fondazione LHS ha voluto “Obiettivo 18” che mira a ridurre del 50% gli infortuni sul lavoro entro il 2030.

Il 3 dicembre fari puntati sul fenomeno del caporalato nei settori tessile, agroalimentare ed edilizio, in collaborazione con l’AUSL Toscana Centro che ha messo  in programma il convegno “Il ruolo del Dipartimento della Prevenzione nelle azioni di contrasto allo sfruttamento lavorativo: dalle inchieste penali alla tutela delle vittime”. Le inchieste penali condotte a Prato, a seguito delle modifiche apportate all’art. 603 bis del Codice Penale, hanno non solo dimostrato l’esistenza di un fenomeno dilagante, ma hanno consentito di delineare un modello di azione integrato, basato su tre elementi cardine: emersione, contrasto penale e tutela delle vittime.

Di grande rilevanza per il settore i convegni organizzati dalla Regione Emilia Romagna, Azienda USL di Modena – Dip. di Sanità Pubblica e Inail. Il primo, “REACH-OSH_2021 – SICUREZZA CHIMICA – Individuazione e Comunicazione del Pericolo, Caratterizzazione e Valutazione del rischio chimico, Autorizzazione e Restrizione”, è in calendario il 1 dicembre. Ancora sul tema del rischio chimico il convegno del 2 dicembre “REACH-OSH_2021 – MISURAZIONI E MISURE – Modelli organizzativi, Campionamento, Analisi chimica, Misure generali e specifiche di Prevenzione e Protezione”. A proposito di rischio fisico, sono due gli appuntamenti da segnalare: il 2 dicembre “dBA2021 AGENTI FISICI NEI LUOGHI DI LAVORO” e il 3 dicembre “dBA2021 RADIAZIONI IONIZZANTI”.

Infine, ma non meno importante, il tema del reinserimento delle persone infortunate sul lavoro. Se ne occuperà ANMIL Onlus con il convegno “La disabilità e l’inserimento lavorativo nelle aziende” organizzato il 3 dicembre, con il patrocinio di AIFES e in collaborazione con Radio ANMIL Network.

 

Le iniziative speciali:

  • Campo Prove

Non solo teoria ad Ambiente Lavoro. Dopo il successo ottenuto nell’edizione 2019, la manifestazione non poteva che riproporre il Campo Prove, dedicato a esempi pratici di formazione. In un’area apposita le aziende potranno fare dimostrazioni dal vivo coi loro prodotti durante simulazioni di rischio. In uno spazio adiacente quelle stesse simulazioni saranno analizzate e approfondite. Il campo prove affronterà i rischi più disparati: lavori in quota, sversamenti pericolosi, sicurezza stradale, solo per citarne alcuni.

  • Safety Sensei

Nella cultura giapponese, si definisce sensei chiunque insegni qualcosa a qualcuno e metta la propria conoscenza a disposizione di chi ne ha necessità. Ambiente Lavoro intende evidenziare le soluzioni efficaci in termini di prevenzione sul posto di lavoro, coinvolgendo chi le ha messe in pratica, i sensei appunto, perché questa esperienza sia disposizione di altri. Attraverso un ciclo di tavole rotonde, i rappresentanti di importanti realtà produttive, fortemente dedicate ai temi della salute e sicurezza sul lavoro, si confronteranno sul post pandemia. In particolare ci si concentrerà sui temi di comunicazione aziendale e sicurezza sul lavoro, sostenibilità, sicurezza e salute. Interverranno a presentare le loro best practice aziende di alto profilo quali: Intesa Sanpaolo, Allianz, Valentino, Granarolo, Burgo Group, Webuild.

Comunicato Stampa Ambiente Lavoro 2021

L’Ufficio stampa

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Informazioni e programma

Seminario in diretta streaming: “Gli strumenti della Circular Economy come volano per la transizione ecologica”

L’Associazione Italiana Esperti Ambientali (Ass.I.E.A.) ha organizzato un seminario online dal titolo “Gli strumenti della Circular Economy come volano per la transizione ecologica“.

L’evento si terrà all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2021, promosso dall’Allenza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).

Il seminario è in programma mercoledì 13 ottobre alle ore 16.00 sulla Piattaforma Zoom.
Da questo link è possibile visionare il programma dell’evento.
Di seguito il link per partecipare al seminario:

Coronavirus: dal 15 ottobre obbligo di Green Pass per accedere nei luoghi di lavoro

Dal 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021 (data attualmente prevista per il termine dello stato di emergenza), chiunque svolge un’attività lavorativa nel settore privato, per accedere nei luoghi in cui svolge tale attività, deve essere in possesso del Green Pass ed esibirlo su richiesta.

Come per il settore pubblico, tale disposizione si applica anche a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato presso tali strutture, anche sulla base di contratti esterni. La verifica del rispetto di questa prescrizione è effettuata sia dalla struttura, sia dai datori di lavoro dei soggetti esterni.

I datori di lavoro, entro il 15 ottobre 2021, devono definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, prediligendo ove possibile i controlli all’accesso ai luoghi di lavoro, nel caso anche a campione, e devono individuare, con atto formale, i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni

Il decreto prevede che il personale, che comunica di non avere il Green Pass o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, sia considerato assente ingiustificato, fino alla presentazione della Certificazione verde Covid-19 (e comunque non oltre il 31 dicembre 2021), senza diritto alla retribuzione né altro compenso o emolumento. Non sono previste conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. 

Per le aziende con meno di 15 dipendenti, è prevista una disciplina volta a consentire al datore di lavoro di sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Green Pass.

È prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro per i lavoratori che abbiano avuto accesso al luogo di lavoro violando l’obbligo di Green Pass; mentre il datore di lavoro che non abbia verificato il rispetto delle disposizioni in materia di accesso ai luoghi di lavoro o che non abbia predisposto le corrette modalità di verifica è passibile di una sanzione compresa tra 400 e 1000 euro e in caso di reiterata violazione sarà raddoppiata.

Si ricorda che le sanzioni verranno irrogate dal Prefetto, il quale si avvarrà delle Forze di polizia, del personale ispettivo dell’azienda sanitaria locale e dell’Ispettorato del lavoro.

Certificazioni verdi Covid-19

Il decreto apporta inoltre delle modifiche al DL 22 aprile 2021, n. 52(5), convertito con modificazioni dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87(6); in particolare:

1. La Certificazione verde Covid-19 attesta una delle seguenti condizioni:

  • avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo.
  • avvenuta guarigione da Covid-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2;
  • effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2;
  • avvenuta guarigione da Covid-19 dopo la somministrazione della prima dose di vaccino o al termine del prescritto ciclo.

 2. La Certificazione viene rilasciata nei seguenti casi:

  • in caso avvenuta vaccinazione, con validità dal 15° giorno successivo alla somministrazione della prima dose fino al completamento del ciclo vaccinale e con validità di dodici mesi dal completamento del ciclo vaccinale;
  • in caso di avvenuta guarigione da Covid-19, con una validità di sei mesi dall’avvenuta guarigione; se, a seguito di precedente infezione da SARS-COV-2 e successiva guarigione, viene somministrata una dose di vaccino, la validità è di dodici mesi dalla data di somministrazione;
  • in caso di tampone molecolare o rapido, risultato negativo, con validità di 48 ore dall’esecuzione del test;
  • in caso di infezione da SARS-COV-2 oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino nonché a seguito del prescritto ciclo, con successiva guarigione, con validità di dodici mesi a decorrere dall’avvenuta guarigione.

In conclusione è bene considerare che la situazione è in continua evoluzione e che nelle prossime settimane ci potranno essere ulteriori novità.

Paolo Amandi

RSPP e Consulente Salute e Sicurezza sul Lavoro

Osservatorio HSE (Health Safety Environment): un progetto per diffondere la cultura della sostenibilità aziendale e della sicurezza sul lavoro

Prima delle norme, prima della formazione e prima ancora dei controlli, la tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori e delle lavoratrici è un fatto culturale. Lo sostengono molti addetti ai lavori e ne sono convinti i tanti attivisti che da anni si impegnano per una maggiore sostenibilità del mondo industriale. I fatti e i dati in Italia ci dicono però che siamo ancora molto lontani dall’obbiettivo di fare della sostenibilità il principio fondamentale su cui costruire l’intera attività imprenditoriale. Proprio mentre sto scrivendo questo primo editoriale mi è giunta la notizia dell’ennesima morte sul lavoro; e leggendo i report periodici dell’INAIL si scopre che ogni anno perdono la vita sul lavoro più di mille persone (1.156 denunce d’infortunio con esito mortale nel 2019, 677 morti sul lavoro nel 2021 al 31 luglio). Anche sul fronte ambientale molti passi avanti devono essere fatti: ad esempio la gestione dei rifiuti speciali nel nostro Paese presenta molte criticità e nei mesi scorsi numerosi impianti di stoccaggio, che non sapevano dove destinare i tanti (troppi) rifiuti prodotti dalle aziende, hanno preso fuoco per cause non sempre chiare. E non dimentichiamo i danni economici e sociali – oltre che ecologici – causati dal cambiamento climatico e quindi dalle troppe emissioni di CO2 rilasciate quotidianamente dalle nostre attività.

Ma un trend positivo e che riaccende le speranze viene dall’analisi del numero di aziende in Italia che nel corso degli ultimi anni si sono impegnate in progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa. Dai report pubblicati dall’Osservatorio Socialis si evince che sempre più aziende stanno investendo in vari settori della sostenibilità con importanti ritorni economici e d’immagine. Inoltre, sempre più realtà produttive hanno accettato la sfida dettata dai 17 obbiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e hanno implementato sistemi di gestione, certificati, fondamentali per il loro raggiungimento.

Dalla volontà di dare un contributo concreto a queste tematiche, comunicandole in maniera autorevole e affiancando le aziende a far propri i principi dello sviluppo sostenibile, nasce l’Osservatorio HSE (Health, Safety and Environment) che si pone l’obbiettivo primario di diffondere la cultura della tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori e delle lavoratrici. Nasce per ricordare l’importanza dei diritti umani e della responsabilità sociale che ogni realtà produttiva ha nei confronti dei cittadini e del proprio Paese.

Ci impegniamo fin da subito a trattare con rigore scientifico tutti i temi analizzati, convinti che la scienza è fondamentale per raggiungere molti degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e, pertanto, per garantire un futuro sostenibile.

Questo nuovo progetto si baserà sulla collaborazione di professionisti che da anni si impegnano con passione su queste tematiche. Forniremo analisi e dossier, momenti di formazione e approfondimento, consulenze personalizzate per adempiere alle normative di settore, risolvere eventuali problematiche o per perseguire un miglioramento continuo. Ci impegniamo ad aiutare le aziende ad intraprendere la strada della sostenibilità e a comunicare correttamente i risultati ottenuti, convinti che solo così l’intera società potrà guardare con ottimismo il proprio futuro e quello delle prossime generazioni.

Andrea Merusi

Osservatorio HSE

Mobilità sostenibile: pubblicate le nuove linee guida per la redazione e l’implementazione dei Piani degli Spostamenti Casa-Lavoro

La mobilità sostenibile non è un tema nuovo in Italia, il primo importante decreto risale infatti al 1998 (Decreto Ministeriale 27/03/1998, meglio conosciuto come “Decreto Ronchi”); nei giorni scorsi però si è inserita nel quadro normativo italiano una rilevante novità: lo scorso 4 agosto il Ministero della Transizione Ecologica e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili hanno approvato, con Decreto Interdirettoriale n. 209 del 4 agosto 2021 (attuativo del decreto interministeriale n. 179 del 12 maggio 2021) le Linee guida per la redazione e l’implementazione dei PSCL – Piani degli Spostamenti Casa-Lavoro da parte dei Mobility manager.

La novità più rilevante introdotta dalla norma è quella che prevede che imprese e pubbliche amministrazioni con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti, debbano redigere e adottare un Piano di Spostamento Casa Lavoro del proprio personale dipendente finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale, nonché nominare un mobility manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile.

Come si legge dal sito del Ministero della Transizione Ecologica: obiettivo della norma è consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare nelle aree urbane e metropolitane, promuovendo la realizzazione di interventi di organizzazione e gestione della domanda di mobilità delle persone che consentano la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato motorizzato individuale negli spostamenti sistematici casa-lavoro e favoriscano il decongestionamento del traffico veicolare.

La redazione e l’implementazione dei PSCL era prevista nell’articolo 3 del decreto interministeriale n. 179 del 12 maggio 2021, e analizzando per punti il documento si evidenziano i seguenti aspetti fondamentali per la redazione del piano.

Con gli articoli 2, 6 e 7 vengono definite due figure chiave: il “mobility manager aziendale”, cioè un dipendente o un professionista esterno in possesso di un’elevata e riconosciuta competenza e/o comprovata esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela dell’ambiente; il “mobility manager d’area”, figura specializzata nel supporto al Comune territorialmente competente e impiegato nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile.

I compiti di queste due figure possono essere così riassunti: il mobility manager aziendale deve promuovere e realizzare interventi che consentano la riduzione dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare durante gli spostamenti casa-lavoro dei lavoratori della dell’azienda per cui lavora. Questo si concretizza attraverso la redazione di un Piano di Spostamento Casa Lavoro che una volta realizzato va mantenuto aggiornato e monitorato, anche sulla base delle indicazioni ricevute dal Comune territorialmente competente a cui il documento va spedito, entro 15 giorni dall’adozione. A tal proposito il mobility manager aziendale è la persona incaricata a curare i rapporti con enti pubblici e privati coinvolti nella gestione degli spostamenti del personale dipendente ed è tenuto a promuovere con il mobility manager d’area azioni di formazione e indirizzo per incentivare l’uso della mobilità ciclo-pedonale, dei servizi di trasporto pubblico e dei servizi ad esso complementari. Come detto il mobility manager aziendale può essere anche un tecnico estero all’azienda ma, proprio per le attività che deve svolgere in maniera continuativa, è consigliabile individuarlo all’interno dell’organizzazione, sempre rispettando i requisiti di professionalità ed esperienza. In quest’ottica eventuali corsi di formazione per diventare “mobility manager” possono essere utili ma non obbligatori. La norma non parla mai di percorsi formativi necessari per svolgere l’incarico, e quindi, ad oggi, non esistono corsi che abilitano alla professione.

Come si evince da quanto riportato sopra, il mobility manager d’area è di fatto la persona di raccordo tra i mobility manager aziendali e i Comuni, da cui sono nominati con compiti di supporto nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile.

Il piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) – dettagliato nell’articolo 3 del decreto – è lo strumento che consente di pianificare gli spostamenti sistematici casa-lavoro del personale. Deve individuare le misure che si intendono adottare per orientare gli spostamenti dei dipendenti verso forme di mobilità sostenibile alternative all’uso individuale del veicolo privato a motore. Deve tenere conto dell’analisi degli spostamenti casa-lavoro dei lavoratori, delle loro esigenze di mobilità e dello stato dell’offerta di trasporto presente nel territorio interessato. Inoltre, nel piano vanno identificati i vantaggi connessi all’attuazione delle misure previste per i dipendenti coinvolti (in termini di tempi di spostamento, costi di trasporto e comfort di trasporto), per l’impresa (in termini economici e di produttività) e per la collettività (in termini ambientali, sociali ed economici).

Riepiloghiamo, infine, quali sono gli aspetti principali da tenere in considerazione nella redazione di un PSCL e le scadenze che le organizzazioni interessate dal suddetto decreto devono rispettare:

  • entro il 31 dicembre di ogni anno le organizzazioni con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti, sono tenute ad adottare un piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) del proprio personale dipendente;
  • nel calcolo del tetto dei 100 dipendenti in ogni singola unità locale vanno considerati anche i dipendenti di altre imprese, che operano stabilmente, ovvero con presenza quotidiana continuativa, presso l’unità locale in base a contratti di appalto di servizi o con forme di distacco, comando o altro;
  • il decreto prevede che, in fase di prima applicazione, i PSCL siano adottati entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto;
  • il PSCL adottato dalle imprese va trasmesso al Comune territorialmente competente entro 15 giorni dall’adozione e il Comune può stipulare con l’impresa che lo ha adottato intese e accordi per una migliore implementazione del piano;
  • il PSCL può essere comunque adottato facoltativamente dalle altre imprese che possono procedere, sempre facoltativamente, alla nomina anche del mobility manager aziendale.

[VIDEO] Strumenti per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e il contrasto al cambiamento climatico

Strumenti per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e il contrasto al cambiamento climatico. Intervento di Andrea Merusi, responsabile ambiente e sostenibilità, al festival “Fai la differenza c’è… il Festival della Sostenibilità”.

Roma, 23 luglio 2021.

Italy for Climate presenta “10 trend chiave sul clima 2020: cosa è accaduto in Italia nell’anno della pandemia”

Clima 2020: calano le emissioni di gas serra
Rinnovabili al palo, Italia sempre più “calda”

Le performance climatiche dell’Italia, nel 2020, anno della pandemia, hanno registrato, a causa della grave recessione che ha fatto scendere i consumi energetici, la diminuzione delle emissioni di gas serra che però negli ultimi 30 anni sono calate appena la metà del taglio necessario a centrare il target del -55% al 2030; lo stallo delle rinnovabili che non crescono da un decennio e nel 2020 sono addirittura diminuite (-400 mila tep). Il Covid non arresta la crisi climatica: l’Italia, è sempre più “calda”, rispetto al 1880 la temperatura media è aumentata di quasi 2,4°C – molto più della media mondiale che è di circa +1°C – e nel solo 2020 sono stati censiti in Italia quasi 1.300 eventi meteorologici estremi connessi al cambiamento climatico. Ma nel 2020 ci sono anche segnali incoraggianti: la drastica riduzione dell’uso del carbone, il boom delle vendite di auto elettriche e ibride che coprono ora circa il 20% del mercato.

La fotografia dell’Italia del clima è contenuta nel Rapporto “10 trend chiave sul clima2020: cosa è accaduto in Italia nell’ anno della pandemia” realizzato da Italy for climate, l’iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che ha raccolto le adesioni di imprese impegnate sul tema del cambiamento climatico (Chiesi, Conou, Davines, Edison, Erg, Illy, Italian Exhibition Group) che fornisce una rappresentazione sintetica di alcune tendenze rilevanti  in materia di clima e energia.

“Gli eventi generati dalla crisi climatica– ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile- sono sempre più drammatici. In Italia,  solo nell’ ultimo mese, la Sardegna sta bruciando, Milano e la Lombardia sono andate sott’ acqua e hanno sperimentato grandinate eccezionali, l’Europa è stata colpita da quella che è stata definita l’alluvione del secolo. Incendi e alluvioni si succedono con frequenza e gravità in continuo peggioramento in varie parti del mondo. L’attenzione dei cittadini e del media è fortemente cresciuta, manca, invece, un’adeguata accelerazione delle misure, concrete e impegnative, di riduzione dei gas serra. Se aspettiamo che partano tutti per aumentare il nostro passo, saremo travolti dalla crisi climatica. Insieme all’Europa dobbiamo incalzare i ritardatari – a partire dalla Cina che sta rinviando misure incisive per il clima – dimostrando che siamo in grado di realizzare rapidamente un’economia climaticamente neutrale, con maggior benessere e più occupazione e tassando adeguatamente le importazioni di prodotti ad alte emissioni provenienti da Paesi che non si impegnano per il clima“.

Questi i 10 trend che inquadrano le performance sul clima dell’Italia:

  1. Nel 2020 con la pandemia l’ economia italiana ha subito la più grave recessione dal dopoguerra a oggi, con il Pil in picchiata -8,9% e la produzione industriale che nel lockdown è scesa di quasi il 45%.
  2. In trent’anni si è registrato appena metà del taglio delle emissioni di gas serra necessario al 2030, nel 2020 -27% rispetto al 1990. L’ Italia, nonostante gli effetti della pandemia, è quindi lontana dall’ obiettivo europeo del -55% al 2030 e dalla neutralità climatica entro metà secolo. Nel  2020 le emissioni sono diminuite del 9,8% rispettoall’anno precedente.
  3. Calano tutti i consumi energetici, ma la pandemia colpisce in modo particolare i combustibili per i trasporti (-16%) e il carbone (-27%), in particolare quello per la produzione di elettricità
  4. Le rinnovabili non crescono da quasi un decennio e nel 2020 il consumo di energia rinnovabile è nuovamente diminuito: – 400 mila tonnellate equivalenti di petrolio.
  5. I nuovi impianti per la generazione elettrica da rinnovabili sono fermi al palo: in un anno installati circa 1.000MW, ne servirebbero almeno 7.000. In Europa nel 2020 sono stati installati oltre 30.000 MW, con Germania, Spagna e Francia in prima linea.
  6. La produzione di energia elettrica da carbone ai minimi storici, con l’obiettivo del completo phase-out entro il 2025 che non sembra più irraggiungibile, e le emissioni specifiche del kWh elettrico non sono mai state così basse, 258 gCO2/kWh.
  7. Calano gli spostamenti privati (-20% rispetto al 2019), cambiano un po’ le abitudini alla mobilità delle persone che vanno di più a piedi e in bicicletta, triplica lo smartworking +200%.
  8. Boom di vendite di auto ibride ed elettriche che arrivano a coprire quasi il 20% del mercato, crollo di diesel e benzina (-40%). Tornano a diminuire le emissioni dei nuovi veicoli.
  9. Rebound: con la fine delle restrizioni, il periodo estivo, tornano subito a crescere consumi ed emissioni che raggiungono già livelli pre-crisi
  10. La crisi climatica morde in Italia: le temperature crescono più che nel resto del mondo  +2,4 C° e si moltiplicano gli eventi estremi. censiti per l’Italia quasi 1.300 eventi meteorologici estremi connessi al cambiamento climatico. Si tratta delvalore più alto mai registrato dopo l’anno record 2019, dal 2008 si sono moltiplicati otto volte e questa è la tipologia:: +480% i tornado, +580% le piogge intense e lebombe d’acqua, +1.100% le grandinate e +1.200% le raffiche di vento.

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Roma, 29 luglio 2021

Comunicato stampa www.italyforclimate.org

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